Piazza della Rocca, con la fontana disegnata dal Vignola, terminata nel 1574 e la monumentale rocca Albornoz. I bombardamenti del 1944 su Viterbo distrussero la fontana (poi ricostruita nel 1948) e buona parte della Porta Fiorentina e di palazzo Grandori (il palazzo situato a destra guardando Porta Fiorentina dall'interno della piazza). Entrando in piazza da via Matteotti (di fronte a porta Fiorentina) sulla destra ci sono il monumento al 3° reggimento granatieri di Sardegna e la chiesa di san Francesco con le tombe dei Papi Adriano V e Clemente IV.
 
Alcune cartoline di piazza della Rocca sono presenti anche nelle sezioni
" Doppie " e "60° Fanteria e 3° Granatieri"
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Chiesa di San Francesco:
 
La Chiesa dedicata a San Francesco venne eretta nel 1236 per volere di Gregorio IX nel luogo dove sorgevano l’ antico
Castello di Sonza e la chiesa longobarda di S. Angelo in castello, luogo appositamente donato ai Francescani dal papa.

La grande quadrifora aperta nell’ abside, testimonianza evidente delle forme cistercensi, fu restaurata tra il 1897 e il 1899
essendo stata otturata nella parte interna con muratura. Nel 1975, dopo la soppressione statale degli enti monastici, la chiesa
di san Francesco fu chiusa ed il convento adibito a Distretto militare. La chiesa venne poi riaperta al culto nel 1886 e poco dopo fu dichiarata Monumento Nazionale.

Sull’attuale facciata, frutto di una ricostruzione operata nel 1950 a seguito della distruzione pressoché totale causata
dai bombardamenti, spiccano il portale romanico e il pulpito di San Bernardino. Il portale risulta antico solo per la metà sinistra.
Anche l’interno è stato ricostruito e sulle pareti sono conservati vari frammenti sia marmorei che a fresco recuperati dopo i bombardamenti. Sulla parete destra del transetto sono conservati parti del sepolcro di Pietro di Vico morto nel 1268 attribuiti
allo scultore Pietro Oderisio. Sulla parete di fondo del transetto si trova invece il sepolcro di Adriano V morto a Viterbo nel 1276, restaurato nel 1715 e attribuito dapprima a Vassalletto poi ad Arnolfo di Cambio quale prima opera importante.

Nel transetto sinistro si trova il sepolcro di Clemente IV morto a Viterbo nel 1268 realizzato da Pietro Oderisio ispirandosi
a quello di Adriano V. L’altare posto a fianco di questo monumento funebre, fu fatto erigere nel 1516 dalla famiglia Botonti:
fino al 1839 vi era collocata quale pala d’altare, la tela di Sebastiano del Piombo raffigurante la Pietà ora conservata nel Museo Civico. Accanto all’altare si trova il Sarcofago in peperino del Cardinale milanese Gerardo Landriani, morto improvvisamente a Viterbo nel 1445